Analysis of Reported Adverse Events with Uterine Artery Embolization for Leiomyomas

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Ultime novità in Ginecologia Benigna

Abigail A. Armstrong, Lindsay Kroener, Meredith Brower, Zain A. Al-Safi

Journal of Minimally Invasive Gynecology. 2018, April

 

A cura del Dottor Massimo Romano

Commento del Dottor Alessandro Cina

 

L’ embolizzazione delle arterie uterine (UAE) è una procedura a oggi sempre più utilizzata nella gestione di una ampia gamma di problemi ostetrici e ginecologici, tra cui i leiomiomi uterini, l’emorragia postpartum, l’ adenomiosi, le malformazioni artero-venose uterine e nei casi di emorragia secondaria a neoplasie ginecologiche.

Nella fattispecie del trattamento della fibromatosi uterina, la procedura è eseguita dai radiologi interventisti che usano particelle di alcol polivinilico o microsfere con lo scopo di provocare la devascolarizzazione e conseguenziale necrosi del leiomioma.

La prima procedura descritta in letteratura risale al 1995. Da quel momento sono stati condotti numerosi studi a conferma dell’efficacia e della sicurezza della tecnica.

La maggior parte delle donne riporta un beneficio in termini di remissione dei sintomi già a 3-12 mesi.

I risultati descritti comprendono una riduzione del 40-50% delle dimensioni dell’utero, insieme a una riduzione dell’88% - 92% dei sintomi in generale e nella fattispecie più del 90% di remissione del sintomo ‘meno-metrorragia’.

Di contro i rischi più comunemente riportati in letteratura comprendono l’amenorrea permanente, dolore pelvico cronico e prolungato, perdite vaginali, infezioni, lesioni vascolari e/o nervose ed espulsione di frammenti necrotici del mioma trattato.

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