Aspirin versus Placebo in Pregnancies at High Risk for Preterm Preeclampsia

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Ultime novità in Patologia Ostetrica

Daniel l. Rolnik, David Wright, Liona C. Poon et al.

The New England Journal of Medicine June 28,2017

A cura della Dottoressa Luisa D’Oria

Commento a cura della Dottoressa Anna Franca Cavaliere 

La preeclampsia rappresenta un’importante causa di morte e complicanze per la madre e il feto. Il rischio più alto riguarda gli eventi a insorgenza precoce, causa importante di parto prematuro1-4. L’ostetricia moderna si pone da tempo l’obiettivo di identificare le pazienti a più alto rischio di preeclampsia in modo da mettere in atto misure preventive efficaci.

Già dalla fine degli anni ‘70 si è dimostrato che l’assunzione regolare di aspirina proteggeva le donne dall’insorgenza di preeclampsia5. Per questo motivo negli anni seguenti si sono susseguiti più di 30 trials che indagavano l’uso di dosi di aspirina comprese tra 50 e 150 mg al giorno al fine di prevenire questa patologia. Nel 2007 una metanalisi su Lancet6 concludeva che tale terapia fosse in grado di ridurre del 10% l’incidenza di preeclampsia nelle donne a rischio e metanalisi successive appurarono che la maggiore efficacia si otteneva con dosi di aspirina di almeno 100 mg e qualora la terapia venisse iniziata prima delle 16 settimane di gestazione7,8.

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