«La mia crescita professionale è dovuta in gran parte ai miei maestri con i quali ho sviluppato lavori scientifici di rilevanza internazionale»

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Intervista al Professor Fiorenzo De Cicco, Dipartimento Scienze della Salute della Donna e del Bambino, Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma

A cura della Dottoressa Cristina Di Cesare

 

Professor Fiorenzo De Cicco

Quale è stata la ragione che l’ha portata a intraprendere la carriera medica?

La ragione è stata entrare all’ Università Cattolica del Sacro Cuore nel 1971.

Conoscevo già l’Università poiché facevo parte dell’Azione Cattolica e il mio padrino ne era il vicepresidente insieme al Professor Geddi.

Entrare nel Campus universitario, unico in Italia, è stata una esperienza molto bella, basti considerare che eravamo 180 studenti a differenza della statale che ne contava 4.000.

Ho condiviso esperienze sia di ricerca sia sportive con la partecipazione di quelli che sono ora direttori di questa università. Uno di questi nomi è il Professor Rocco Bellantone.

In questi anni è iniziata la mia passione per la ricerca di base prima in istituto di Istologia con la Professoressa Gigliola Sica, poi nell’ Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica diretto dal Professor Bompiani su argomenti allora innovativi: i recettori ormonali nel tumore della mammella e la proteina p56.

Dopo la laurea, sotto la guida del Professor Mancuso e del mio maestro il Professor Dell’Acqua ho continuato l’attività di ricerca di base sui tumori ormono-dipendenti e in particolare sull’ attività enzimatica della 17 beta-idrossisteroide-deidrogenasi che regola la concentrazione degli estrogeni a livello cellulare.

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